Convergenze nasce da un bisogno diffuso degli attori territoriali di trovare nuove convergenze nell’azione e nella programmazione per indirizzare e produrre trasformazioni territoriali.
Far convergere per gestire: nuove forme dell’abitare e del lavoro, transizione climatica, transizione digitale, sistemi di welfare, rigenerazioni territoriali, politiche di sviluppo e innovazione.

Perché un programma sulle trasformazioni?
Serve un approccio nuovo per gestire territori, finanziamenti, settori e indirizzarli alle transizioni mettendo a sistema risorse e azioni.
Serve un coordinamento tra le diverse progettualità per allineare gli attori che operano su filoni affini, evitando sovrapposizioni e rafforzando l’impatto e il valore dei singoli programmi.
Serve favorire un luogo di scambio e di coalizione tra attori pubblici, privati e del terzo settore, basato su sfide di lavoro e direzioni comuni, pur nelle azioni differenziate.
Serve lavorare sulle competenze di visione e anticipazione degli amministratori pubblici e degli attori economici.
Per chi
Convergenze vuole costruire ambienti di lavoro e di sviluppo capaci di far interagire attori diversi direzionati da missioni e politiche di trasformazione.
ENTI PUBBLICI
PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
COOPERAZIONE
FONDAZIONI
TERZO SETTORE
ATTORI ECONOMICI
ISTITUTI
FINANZIARI
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Trasformare un sistema territoriale e agire per missioni implica trovare nuove forme di ingaggio, di governance e di collaborazione tra attori attraverso un nuovo metodo di programmazione.
Perché interagire e convergere?
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Gli attori del territorio agiscono solitamente per comparti di competenze separate, per silos organizzativi, per programmi differenziati e non in dialogo: serve raccordare fin dall’intento di missione le azioni di diversi settori e attori.
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Le diverse progettualità e programmi spesso duplicano sforzi o difettano di leve comuni e inneschi: serve direzionare le azioni, le idee, i finanziamenti e programmi di tutti gli attori verso gestioni comuni basate su obiettivi di missione.
